BENVENUTO AI VOLONTARI EUROPEI ARA E DAVID

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Un caro saluto a David Acedo che viene dalla Spagna e ad Aras Organ che viene dalla Turchia: giovani del Servizio di Volontariato Europeo che hanno deciso di impegnare 9 mesi della loro vita a favore della nostra associazione, così lontana dai loro paesi e ancora sconosciuta ai loro occhi!
Noi faremo di tutto per farvi sentire a vostro agio, come se questa nuova casa fosse una vostra seconda casa. Vi aiuteremo nell’apprendimento della lingua soprattutto nei primi mesi, perché la lingua italiana, come ogni lingua, è la chiave di accesso alla cultura del paese che vi ospita 1.


BENVENUTI IN EUROPA!
L’Europa infatti vi accoglie qui, in uno dei suoi 27 paesi, non soltanto per realizzare il progetto personalizzato che è stato costruito assieme a ciascuno di voi, ma per un progetto ben più grande nel quale dovrete sentirvi tutti protagonisti, cioè per costruire l’Unione stessa attraverso il lavoro concreto che svolgerete a fianco dei cittadini di altre nazioni come cittadini di un’unica grande famiglia di popoli, l’Europa. L’UE da tanti anni ha deciso di favorire gli scambi tra i suoi cittadini e dunque siate i benvenuti nell’Europa di domani con la consapevolezza che l’unità monetaria e del mercato sono solo un inizio! L’unione degli europei attorno agli ideali di giustizia e di pace che solo dal 1948 si è iniziato a
realizzare in modo formale, si costruisce anche nel vostro periodo di servizio giorno per giorno in questo modo: conoscendosi a vicenda, riflettendo sui costumi, comprendendo le differenze, osservando l’organizzazione sociale, studiando le forme culturali nella narrativa, nella cinematografia, nell’architettura, nella musica, nella pittura, nel teatro, nel sistema educativo, politico, filosofico, etc., e rispettando le norme fondamentali espresse nelle costituzioni dei vari stati.

BENVENUTI IN ITALIA!
“1- L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. 2- La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Questi sono i primi due articoli della nostra Costituzione e presentano l’Italia come dovrebbe essere. In democrazia
tutto dipende dai cittadini, ma spesso i governanti, votati dai cittadini stessi, ne amplificano i vizi e non le virtù e dimenticano l’unico dovere di ogni cittadino: il dovere di solidarietà. Voi e noi, come volontari di associazioni che operano per un mondo più equo, siamo mossi da questo dovere che abbiamo interiorizzato; è entrato nei nostri pensieri al punto da rappresentare il nostro piacere etico quotidiano: il dovere di fratellanza espresso nel primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani. “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Avete letto bene? È scritto “devono agire”: per essere cittadini non c’è altra scelta che rispettarsi come fratelli. La parola fratello o sorella richiama un rapporto interno alla famiglia, un rapporto di consanguineità. Nella Repubblica Italiana tutti devono riconoscersi e chiamarsi con le prime parole dell’inno nazionale “Fratelli d’Italia”,
senza la retorica di un tempo, senza pretese mistificatorie, semplicemente legati da un vincolo di reale uguaglianza giuridica. Ora questo vincolo è allargato all’Europa e al mondo, perciò possiamo riscrivere

Non spaventatevi se all’inizio avrete la sensazione di non capire nulla e di non farcela: succede a tutti, ma l’importante è non demordere. Dovrete fare fatica, dovrete esercitarvi e studiare la grammatica, ma sarete seguiti da insegnanti con i quali dialogare piacevolmente, con i quali trascorrere delle ore in compagnia e svolgere gli esercizi necessari ai diversi livelli di apprendimento di ciascuno di voi. Un insegnante specializzato della scuola media di Dolo vi seguirà settimanalmente da ottobre. Chi si trova in maggiore difficoltà sarà colui che dovrà essere più aiutato da tutti, anche da quelli di voi che conoscono meglio la lingua italiana. La comunicazione essenziale non ha bisogno di parole, basta un sorriso, una stretta di mano, una semplice presenza, un abbraccio, un invito a cena o una serata al pub o ad un concerto, ma l’accesso al pensiero, alla storia, all’arte, alla letteratura e alle relazioni umane profonde avviene attraverso la lingua. Una conoscenza corretta della lingua consente il dialogo e le confidenze senza equivoci ed incomprensioni; perciò vi chiediamo uno sforzo maggiore nei primi mesi: esso renderà sempre più facili e piacevoli i mesi successivi. Infatti non saranno sufficienti le ore dedicate allo studio della lingua durante il servizio. Sarà necessario che dedichiate almeno un’ora al giorno allo studio dell’Italiano al di fuori del vostro orario di lavoro e che vi esercitiate a scrivere e a memorizzare il vocabolario essenziale. Avrete una difficoltà in più perché vi trovate nel Veneto, una regione dove si tende a parlare in dialetto, ma voi non vergognatevi di chiedere spiegazioni e non fate finta di capire dicendo sempre di sì. Dite chiaramente: “non ho capito”, anche se doveste ripeterlo più volte. Tutti noi comprendiamo la vostra fatica e ci impegniamo ad aiutarvi.

2. in modo nuovo la nostra comune appartenenza: siamo cittadini del mondo e la nostra patria è l’Europa, siamo nati in Italia, in Ungheria, in Germania… (la nostra nati-one) e adesso viviamo nel Veneto.


BENVENUTI NEL VENETO!
Una della 20 regioni d’Italia, tutte belle e tutte diverse pur appartenendo ad un’unica nazione. Il Veneto ha quasi 5 milioni di abitanti ed è ancora una delle regioni con il benessere più alto e una struttura sanitaria all’avanguardia. La nostra Regione va dalle alpi alla laguna veneta, alle distese coltivate della pianura, solcate dai fiumi più grandi d’Italia come Il Po, L’Adige e il Brenta; conta città straordinariamente ricche di storia e di arte come Venezia, Verona, Padova, Vicenza e una numerosa schiera di altri luoghi incantevoli, ricchi di tradizioni culturali, architettoniche, religiose e culinarie. Chi arriva nella nostra regione rimane sorpreso dalla varietà dei paesaggi e, purtroppo anche dalla rovina di alcuni luoghi a causa dell’edilizia selvaggia sia abitativa che industriale. E tuttavia la bellezza sovrasta di gran lunga gli errori e gli orrori dell’uomo quando ci si immerge nella quiete della laguna di Venezia o nel silenzio delle vette dolomitiche, quando si sale per i vicoli di Arquà Petrarca e di Asolo o nelle camminate lungo le rive dei fiumi o nei boschi dell’altopiano di Asiago. Si resta estasiati di fronte allo spettacolo del passo Giau come nel visitare il delta del Po o le ville venete della Riviera del Brenta.


BENVENUTI NELLA RIVIERA DEL BRENTA!
Si chiama così la zona che fiancheggia il Naviglio Brenta da Strà a Malcontenta con le sue numerose ville venete costruite dal 1400 fino al 1700 per le vacanze delle ricche famiglie Veneziane che in questo luogo, allora paludoso e con abbondante selvaggina, venivano a soggiornare durante la bella stagione e (i maschi!) a cacciare. Voi avete la fortuna di alloggiare nella barchessa (1800) di una villa patrizia (1700) lungo l’antica via
Brentabassa e di avere a pochi metri Villa Ferretti Angeli (1500) affacciata sul Naviglio con il suo piccolo parco. In questa barchessa, grazie alla donazione di Ennio Baldan alla Caritas di Padova, ha la sede
l’Associazione “Il Portico”.

BENVENUTI AL “PORTICO”!
La “casa di Ennio”, per lascito testamentario, è destinata ad ospitare persone in difficoltà e coloro che le aiutano. La barchessa, finita di costruire nell’anno dell’unità d’Italia (1861), restaurata ancora solo in parte, è stata abitata dal 2 luglio 1983. Il lascito e l’usufrutto quarantennale è del 1994, anno in cui è morto Ennio, il proprietario, persona colpita a 18 anni dalla Sclerosi multipla (Poly-sclerosis). L’associazione è nata nel 1985 e da allora ha sviluppato una serie incessante di attività sempre più diversificate e sempre più tese a realizzare l’obiettivo principale, cioè la promozione della cultura della solidarietà e dell’intervento contro l’emarginazione nel territorio della Riviera del Brenta. Chiedete e trovate il tempo per approfondire anche la storia della nostra associazione esplorando il sito nei
documenti fondamentali soprattutto il libro edito per i 20 anni. Voi fate parte di questa grande famiglia che si riconosce nei valori del volontariato, perciò…


BENVENUTI NEL MONDO DEL VOLONTARIATO ITALIANO!
“Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. I volontari pur
con motivazioni diverse hanno in comune la passione per la causa degli esseri umani e per la costruzione di un mondo migliore. Il volontariato è azione gratuita. La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario. Ciò comporta assenza di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere e
rinuncia ai vantaggi diretti e indiretti. In questo modo diviene testimonianza credibile di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo, dell’utilitarismo economico e rifiuta i modelli di società centrati
esclusivamente sull’ ”avere” e sul consumismo. I volontari traggono dalla propria esperienza di dono motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano delle abilità relazionali”. Queste affermazioni si trovano nei primi articoli della “Carta dei Valori del Volontariato” italiano ed esprimono la mission che “il Portico” ha fatto propria e che vi chiediamo di condividere con noi fino in fondo!


Il presidente, il consiglio direttivo, gli operatori e i volontari dell’associazione “Il Portico”