IN RICORDO DI VANNA

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Ieri, nell’ospedale di Mirano è morta la nostra amica e socia fedele Vanna Poletti. La vogliamo ricordare così:

Cara Vanna noi abbiamo sperato fino alla fine che la liberazione dalla prigione del tuo corpo e della malattia che ti ha reso muta non avvenisse attraverso la morte. Un destino sconosciuto nei tempi e nei fatti guida le nostre vite, ma a noi è data la possibilità di arginare i danni e di disegnare strade diverse dalla disperazione. Strade di speranza anche nei momenti più bui e difficili. E proprio tu, tante volte ci hai dato questo esempio con interventi appassionati nelle riunioni, sia nei momenti di svago che in quelli impegnati di convegni e conferenze. Non ti lamentavi dei tuoi acciacchi all’anca e insegnavi ad affrontare con ottimismo ogni situazione difficile anche con una dose di sana ironia. Lavoravi con serietà e vivevi con coerenza i valori che ti hanno insegnato i tuoi amati genitori.


Dopo la paralisi della voce e delle membra hai continuato a comunicare con noi la voglia di vivere e, allo stesso tempo, la sofferenza inaccettabile di non poter esprimere, con la parola, i tanti pensieri e sentimenti che la tua agitazione rivelava. E noi dovevamo trattenere le lacrime ogni volta difronte a questo destino immeritato. Come una condanna ingiusta, che però ha dato origine a tante risposte amorevoli… cominciando con quella di Alina, la tua accudiente fedele, venuta dall’Ucraina ad aiutare con passione la tua famiglia per sostere così anche la sua lontana.
E poi i tuoi fratelli che ti hanno accompagnato ovunque per incontrare gli amici del Portico fino al pranzo sociale di pochi giorni fa, quasi un commiato vissuto nella gioia.

Addio Vanna, ricevi l’abbraccio spirituale di tutti noi che ci siamo arricchiti della tua amicizia, del tuo buonumore e della tua bontà