Alessandro Gozzo nuovo presidente

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Alessandro Gozzo

Alessandro Gozzo

DOLO (Venezia), venerdì 13 novembre 2015

Gozzo nuovo presidente. Alessandro Gozzo è il nuovo presidente de Il Portico Associazione di Promozione Sociale ONLUS. Questo è l’esito dell’assemblea elettiva riunitasi in Sala Zuin mercoledì sera, convocata a seguito delle dimissioni dell’uscente Matteo Nordio, in carica dallo scorso 2007.

Integrati tre consiglieri nel Direttivo. Nella stessa circostanza si è andata ad integrare anche la presenza nel Consiglio Direttivo. Sono stati eletti, infatti, Romeo Paccagnella, Elena Testini e Sabrina Tomaello.

Chi è. Nato a Dolo (Venezia) il 29/11/1951, Alessandro è un insegnante in pensione da settembre 2009. All’età di 26 anni ha svolto il servizio civile alternativo a quello militare nella Comunità per disabili mentali di Prunella di Melito Porto Salvo come obiettore di coscienza della Caritas di Reggio Calabria. Allo scadere del dodicesimo mese, dopo averla accuratamente organizzata, Gozzo ha iniziato la protesta di autoriduzione del servizio civile (che allora durava 20 mesi, 8 in più di quello militare) equiparandosi ai coetanei sotto le armi e tornò a casa. Per questo fu arrestato a Cazzago di Pianiga (dove abitava e abita tuttora), condotto in Sicilia, processato a Palermo e detenuto nel carcere militare di corso Pisani 201, ove rimase dal 3 gennaio al 24 maggio del 1979. Nel 1985 insieme ad altri amici è stato uno dei soci fondatori dell’associazione Il Portico. Per la prima volta ne è il presidente.

Allegato. Ecco i risultati delle elezioni (documento pdf).

Curriculum professionale [sezione aggiornata, lunedì 23 novembre 2015]

Docente in pensione dal 1 settembre 2009

Già di ruolo dal 01/10/1971, nella scuola elementare e, dal 01/09/92, in servizio presso il Liceo Ginnasio Statale “Marco Polo” di Venezia nella sezione annessa dell’Istituto Maxisperimentale “N. Tommaseo”.

Supervisore di Tirocinio per il Sostegno presso la SSIS del Veneto da novembre 2001 fino a marzo 2010 e docente a contratto di “Laboratorio dell’autonomia dell’allievo disabile” dall’a. a. 2003-2004 (7 incarichi fino al 2010)

Docente a contratto di “Metodologia e didattica delle scienze sociali” dall’a.a. 2004-2005 (5 incarichi + 1 corsi speciali fino alla chiusura della SSIS) nell’indirizzo Scienze Umane.

Carriera scolastica, abilitazioni all’insegnamento e diplomi

  • entrato in ruolo nella Scuola Elementare, con Concorso Ordinario, 1/10/1971
  • laureato in Pedagogia nel 1986 a Padova con una tesi di indirizzo didattico (110 e lode)
  • dal 1/9/1992, assunto in ruolo nella Scuola Superiore a seguito del superamento del Concorso Ordinario (D.M. 23.03.90) per la classe A036 – ex XLII – Filosofia e Scienze dell’Educazione
  • altre abilitazioni acquisite nei concorsi dello stesso periodo:
  • A037 Filosofia, Scienze dell’Educazione e Storia (cattedra poi rifiutata per rimanere nella classe A036)
  • A051 Italiano, Storia ed Educazione Civica, Geografia nella scuola Media (idem)
  • Diploma del Corso Biennale di Specializzazione Polivalente sull’handicap per l’ordine di scuola Secondaria, acquisito in data 15 giugno 1993 (30/30)
  • Corso di perfezionamento Universitario in Metodologie della formazione in Rete: tutor online presso Università di Ca’ Foscari (20/07/2006)
  • Diploma di Master di 2° livello in “Ricerca didattica e counseling formativo” (30/30 e L) conseguito il 4 ottobre 2008 presso l’università di Ca’ Foscari

 

Intervista [sezione aggiornata, lunedì 23 novembre 2015]

Seguono alcune domande poste a Gozzo in questi ultimi giorni.

C’è, nella realtà attuale, una rivendicazione sociale che ritiene sarebbe opportuno fare per modificare delle normative sbagliate?

“La nostra associazione è sempre in contatto con i Centri di Servizio al Volontariato di Venezia e Padova e, attraverso quest’ultimo ha collaborato alla presentazione di un contributo al governo per la rivisitazione della normativa del terzo settore. Spero che sia presa finalmente in considerazione la riforma del terzo settore secondo le indicazioni della base e non nella modalità verticistica finora paventata e cioè con un concentramento assurdo di cooperative e associazioni nello stesso calderone. Come ho scritto in una nota che è stata divulgata a livello nazionale “Se è vero come affermava Mons. Nervo che il Volontariato per troppi soldi può morire è altrettanto vero che il Volontariato senza soldi muore di sicuro, oppure rimane o ritorna ad essere attività estemporanea e filantropica di benestanti o sopravvive in simbiosi con altre strutture consolidate (es. chiesa, esercito o nosocomi) che lo tengono, come fiore all’occhiello, emblema di una commovente gratuità in un mondo di profittatori”. In questa prospettiva vedo necessario e, anzi insostituibile, lo sviluppo del Servizio Civile (Nazionale, Regionale ed Europeo) come corvée necessaria alla ricostruzione dello spirito civico secondo il dovere di solidarietà sancito dall’articolo 2 della nostra Costituzione”.

Cosa pensa di poter suggerire a Il Portico per far crescere ulteriormente l’impegno sociale che già persegue nel territorio?

“La mia presidenza è una scelta di passaggio verso una nuova organizzazione interna e verso una direzione giovane che prenda con coraggio le redini dell’Associazione verso l’obiettivo ambizioso di far crescere una coscienza planetaria nel nostro territorio attraverso l’impegno sociale. I giovani sono già presenti nel nuovo Consiglio Direttivo e devono prepararsi ad assumere anche responsabilità gestionali ad un livello che è gravoso, ma che è l’unico in grado di rispondere ai bisogni emergenti come il “dopo di noi” per i disabili adulti e anziani senza genitori e per tutte le persone che necessitano di accoglienza, siano essi rifugiati o rifiutati nei cento modi che questa società procura spesso incoscientemente”.

Tornasse indietro c’è qualcosa che non rifarebbe?

“Ho sempre imparato dai miei errori, perciò mi preoccupo di non ripeterli piuttosto che guardarmi indietro. Spesso, tuttavia, quelli che io ritengo errori non coincidono con quelli che mi vengono imputati da altri. Ho perso la pazienza in alcuni momenti in cui bisognava mantenere la calma, ma sono convinto che soltanto il dialogo ad oltranza può impedire i conflitti e perciò spero che chi mi sta intorno sia ancora più comprensivo di me e di quanto io mi sforzerò di essere”.