CONVEGNO 1996-2016 I VENT’ANNI DEL VOLONTARIATO EUROPEO E LA MOBILITÁ DEI GIOVANI IN EUROPA

amministratore Eventi, novità, Per i giovani 1 Comment

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Programma

VENERDÌ 09 SETTEMBRE
dalle ore 18.30 alle ore 20.30 presso Villa Ferretti Angeli
Incontro pubblico
1996-2016 I VENT’ANNI DEL VOLONTARIATO EUROPEO E LA MOBILITÁ DEI GIOVANI IN EUROPA
(L’esperienza decennale dell’associazione Il Portico in Riviera del Brenta)
saluti di apertura
Alessandro Gozzo, presidente dell’associazione Il Portico
modera la serata
Paolo Rizzato, tutor progetti S.V.E., dell’associazione Il Portico
interverranno
Alberto Polo, Sindaco di Dolo
Città Metropolitana e politiche locali a favore dei giovani: quali opportunità nella Riviera del Brenta
Silvia Strada, comunicazione e relazioni esterne,
Agenzia Nazionale per i giovani, Roma
1996-2016 i vent’anni del volontariato europeo e la mobilità dei giovani in Europa
Miriam Baro, progettazione europea, associazione Il Portico
Chi arriva e chi parte: dieci anni di volontariato europeo in Riviera del Brenta
Testimonianze dirette di alcune volontarie italiane inviate all’estero ed europee accolte in associazione

 

Compie 20 anni il Servizio di Volontariato Europeo per giovani dai 18 ai 30 anni. Anche Il Portico festeggia, nel suo convegno di venerdì 9 settembre, i 10 anni da quando arrivarono i primi volontari. Ecco i loro nomi e il paese di provenienza:
Austria: Maya; Danimarca: Mette; Francia: Elise, Gabrielle, Henriette, Manoubi, Romain; Georgia: Romain; Germania: Louisa, Marcel, Paula, Sabine, Stephan; Lettonia: Anete, Davis; Lituania: Giedre; Polonia: Edyta, Emilia, Marcin; Repubblica Ceca: Jakub; Repubblica Slovacca: Alenka; Spagna: Alba, Eloisa, Irma, Lydia, Mercedes, Miguel; Turchia: Duygu, Mert; Ungheria: Boglarka, Edit, Fanni, Jozsef, Mate, Tunde.
Per sottolineare l’importanza per un giovane di svolgere un servizio volontario in Europa, usiamo le parole del rimpianto Umberto Eco: da un intervista di Gianni Riotta su La Stampa 26/01/2012, saccheggiamo alcuni passaggi in cui il grande studioso sostiene come l’unità europea si faccia più con gli scambi di giovani che con i discorsi ufficiali. “Siamo ormai europei per cultura, dopo che per anni lo siamo stati per guerre fratricide. Davanti alla crisi del debito europeo -dice Eco- dobbiamo
ricordarci che solo la cultura, oltre la guerra, lega la nostra identità. Per secoli francesi, italiani, tedeschi, spagnoli e inglesi si sono sparati a vista. Siamo in pace da meno di 70 anni e nessuno si ricorda più di questo capolavoro: che pensare a un conflitto Spagna-Francia, o Italia-Germania, oggi suscita ilarità. Gli Stati Uniti hanno avuto bisogno della guerra civile per unirsi davvero. Spero che a noi bastino cultura e mercato. Si parla poco sui giornali economici del programma di scambi universitari Erasmus, ma Erasmus ha creato la prima generazione di giovani europei. Io la chiamo una rivoluzione sessuale, un giovane catalano incontra una ragazza fiamminga, si innamorano, si sposano, diventano europei come i loro figli.

Dovrebbe essere obbligatorio, e non solo per gli studenti: anche per i taxisti, gli idraulici, i lavoratori. Passare un periodo nei paesi dell’Unione Europea, per  integrarsi. L’idea è seducente, ma dai giornali popolari tedeschi, ai partiti populisti ovunque, in Finlandia, Ungheria, Italia, Francia, l’orgoglio europeo sembra cedere il passo al populismo, l’ostilità verso gli altri paesi dell’Unione. Oggi dobbiamo lavorare all’identità profonda. Quando ho proposto, a un convegno dei
sindaci UE, la mia idea di un Erasmus anche per artigiani e professionisti, un sindaco gallese ha reagito “I miei cittadini non accetteranno mai!”. Eppure l’Europa è un continente che ha saputo fondere molte identità, e tuttavia le ha fuse ma non confuse. In questo carattere che direi unico sta il suo futuro. Continuo a pensare che da Lisbona a Varsavia non ci sia più distanza che da San Francisco a New York.
Resteremo una federazione, ma indissolubile”. Questa speranza di Eco si sta già concretizzando; anche la sua idea dell’Erasmus per tutti si sta realizzando da 20 anni attraverso il Servizio di Volontariato Europeo. Forse è sfuggito a Eco, così come a moltissime altre persone del nostro territorio, che l’opportunità di
andare ad aiutare un’associazione che opera per il bene comune in un paese diverso dal proprio sta già avvenendo anche a Dolo, in via Brentabassa, da ben 10 anni. Venite ad ascoltare le testimonianze di questi giovani. L’Europa si fa così! Vi aspettiamo.

Il Presidente, gli operatori e il Consiglio Direttivo dell’associazione

 

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