Cineforum: “Welcome”
DOLO (Venezia), venerdì 24 febbraio 2012 (ore 21) Cineforum. Anche quest’anno l’associazione “CATARSI” propone il tradizionale cineforum. Il tema per il...
Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea. L’autore è il solo responsabile di questa pubblicazione (comunicazione) e la Commissione declina ogni responsabilità sull’uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute.
ABSTRACT
Il seminario “More countries, one nation: meeting with young(s) in action” (della durata di 5 giorni: dal 6 al 10 giugno 2011) ha offerto l’opportunità a 7 organizzazioni europee (provenienti da Romania, Estonia, Lettonia, Grecia, Belgio, Bulgaria e Italia) di incontrarsi e confrontarsi sul tema dell’animazione giovanile attraverso il volontariato in ambito sociale. L’incontro e lo scambio di punti di vista e modalità di lavoro differenti ha consentito ai partecipanti (un totale di 13 persone) di acquisire nuove conoscenze e competenze, di costruire un linguaggio condiviso sul tema oggetto del seminario, di far conoscere ed esplorare strumenti e metodi per realizzare attività di volontariato (facendo riferimento anche ad ambiti e target di intervento differenti); attivare rapporti e reti di collaborazione per proporre progettualità nell’ambito del programma Gioventù In Azione e pensare a sfide future. Sono state avviate attività di conoscenza, di socializzazione e relazione, di riflessione, progettazione e valutazione.
PARTNERSHIP
ATTIVITA’
Il progetto ha visto l’organizzazione e lo svolgimento di un seminario a livello europeo, con il coinvolgimento di partecipanti provenienti da 7 Paesi diversi, sulla tematica dell’animazione giovanile attraverso il volontariato.
I partecipanti sono stati coinvolti attivamente in tutte le fasi del progetto:
Come previsto il piano delle attività del seminario è stato suddiviso in azioni, in sintesi: presentazione, confronto, riflessione, scambio, valutazione
I medoti di lavoro adottati sono stati quelli volti alla partecipazione attiva dei seminaristi che sono stati chiamati in prima persona ad elaborare concetti, formulare nuove ipotesi di lavoro condivise, indivuduare punti di convergenza e divergenza culturali, approcci differenti al tema ecc … per poi arrivare ad una sintesi comune al fine di diffondere possibili best practices nella gestione dell’animazione giovanile attraverso il volontariato, nuovi approcci comuni, nuove possibilità di collaborazione su progettualità europee al fine di amplificare il senso di appartenenza comune alla cittadinanza europea ed a evidenziarne i valori.
Un secondo metodo attuato è stato quello dell’informalità e quindi dell’apprendimento non formale, cioè basato più sull’esperienza che sulla didattica.
I momenti di convivialità hanno invece permesso di creare un’atmosfera positiva, di “fare gruppo”, di conoscersi al fine poter lavorare al meglio durante le sessioni del seminario.
Questa metodologia è stata tradotta in:
Qui di seguito vengono descritti i momenti topici del seminario
Dopo il benvenuto da parte degli organizzatori, le attività hanno previsto una pirma parte in cui ai partecipanti è stata data la possibilità di conoscere il contesto territoriale, sociale e associativo in cui avrebbero trascorso I giorni del seminario. L’associazione “Il Portico” si è presentata tramite alcuni dei suoi frequentatori (volontari, utenti, operatori).
In seguito, tutte le associazioni hanno avuto modo di raccontare le proprie attività e confrontarsi sul contesto socio-istituzionale in cui si trovano ad operare attraverso la preparazione ed esposizione di materiale cartaceo e la proiezione di materiale informatico.
L’incontro con Alfio Checchin, operatore di strada della locale Unità Socio Sanitaria, ha permesso ai partecipanti di venire a conoscenza di una figura professionale che, con un approccio innovativo, opera nel territorio della Riviera del Brenta con lo scopo di contattare giovani a rischio di devianza.
I relatori giunti nella mattinata del terzo giorno, hanno permesso ai partecipanti di riflettere e confrontarsi sulle tematiche dell’impegno sociale e del volontariato come scuola di solidarietà. Ciò è stato possibile anche attraverso lavori di gruppo. Per la condusione della mattinata è stato utilizzato materiale estratto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Costituzione Italiana e dalla Carta dei Valori del Volontariato.
L’ultimo giorno è stato dedicato alla riflessione sull’idea del volontariato come strumento per incentivare la partecipazione dei giovani alla vita civile; la discussione ha preso il via dalla lettura di alcuni documenti pubblicati dal Consiglio della Comunità Europea, in particolare legati alla dichiarazione dell’Anno Europeo del Volontariato, e da altri organismi europei.
Nelle ultime fasi del seminario c’è stato lo spazio per i partecipanti per esplicitare le proprie idee progettuali per il futuro, in particolare quelle legate al Programma GIA.
Ogni serata è stata utilizzata per approfondire la conoscenza tra i partecipanti attraverso momenti più o meno informali organizzati all’interno o all’esterno dell’associazione. Nella serata di mercoledì i partecipanti hanno preso parte attiva alle attività dell’associazione, frequentate da persone con disabilità provenienti da contesti di emarginazione. Giovedì sera invece è stato organizzato un incontro con l’associazione JARDIN DE LOS NINOS e l’associazione CATARSI, quest’utlima formata da ragazzi che, provenienti da contesti difficili, hanno trovato nell’associazione uno strumento per prendere parte attiva alla vita pubblica del territorio.
Le attività hanno previsto anche un momento di valutazione in comune del seminario sfociato nella compilazione da parte dei partecipanti in un seminario.
RISULTATI RAGGIUNTI
I partecipanti, provenienti da contesti diversi, territoriali, culturali ma anche settorialI (alcuni provenivano da enti municipali altri da enti non profit) si sono trovati a riflettere e mettere in gioco la loro esperienza su temi importanti quali le politiche giovanili (ma anche verso i disabili giovani, target de Il Portico), l’inclusione sociale dei giovani con minori opportunità, la diversità culturale, la partecipazione dei giovani ed il volontariato come strumento operativo di sviluppo di servizi ed attività da un lato, e partecipazione dall’altro.
I lavori hanno portato ad elaborare conclusioni comuni, l’individuazione di, se non best practices, modus operandi trasferibili da un contesto all’altro ed ha inoltre gettato le basi per progettazioni future sul tema giovanile che il programma GIA offre, promuovendo la cooperazione europea a livello locale nel campo giovanile.
Contemporaneamente, l’esperienza ha portato da un lato ad accrescere il senso di appartenenza ad un’unica cittadinanza europea da parte dei singoli partecipanti, senso trasferito al territorio tramite incontri informali dei volontari, dei giovani del CATARSI, alla partecipazione del MERCOLEDI SERA, serata culturale che coinvolge circa 50 giovani del luogo, dall’altro a migliorare la conoscenza delle politiche giovanili attuate a livello locale.
Il tema trattato è stato sicuramente rilevante per tutti i partecipanti ed ha incontrato le necessità degli stessi, che seppur provenienti da contesti lavorativi differenti, avvertivano l’esigenza del confronto sulle attività di animazione giovanile intraprese da altri soggetti, per inglobare nuove esperienze, nuove idee, nuove soluzioni al fine di poter migliorare la qualità del loro lavoro e delle loro organizzazioni.
Per quanto riguarda lo sviluppo sociale e personale dei partecipanti, si sottolinea che tutti hanno espresso parere positivo verso i temi trattati. Soprattutto attraverso le attività conviviali hanno approfondito la reciproca conoscenza, e quindi gli apetti culturali tipici di ogni luogo di provenienza ed indirettamente hanno appreso approcci diversi verso le tematiche sociali del progetto (la disabilità, l’antidiscriminazione, le politiche giovanili)
Insieme hanno condiviso momenti unici di sviluppo personale che rimarranno nel loro background.
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