Jägerstätter, la presentazione del libro

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DOLO (Venezia), mercoledì 10 settembre 2014, ore 20,45

Franz Jägerstätter (1907-1943)

Franz Jägerstätter (1907-1943)

Presentazione del libro. “Il Portico” Associazione di Promozione Sociale ONLUS insieme a “Catarsi” ONLUS, Cooperativa “Arino Solidale” e “Duc in altum” organizza per mercoledì 10 settembre 2014 (ore 20,45) presso la Sala Zuin a Dolo (via Brentabassa, 49) la presentazione del libro “Una storia d’amore, di fede e di coraggio. Franz e Franziska Jägerstätter di fronte al nazismo” curato da Giampiero Girardi e Lucia Togni (ed. Il Pozzo di Giacobbe, 2013, 280 pagine). Nell’occasione interverrà il curatore Giampiero Girardi; il programma dell’incontro prevede la visione del film “Franz Jägerstätter, un contadino contro Hitler” con introduzione di Alberto Trevisan e il coordinamento di Alessandro Gozzo. L’evento si inserisce all’interno del programma della festa annuale de “Il Portico”. Conferma la tua partecipazione all’evento e condividi su Facebook!

Franz (copertina libro)

Il libro. Franz fa il contadino e ha 36 anni, è sposato con Franziska ed è padre di tre piccole bambine e vive a St. Radegund (Austria), tra Salisburgo e il confine con la Germania. Egli non è né colto né politicizzato ma è riuscito a resistere all’ideologia nazista ed alla fortissima pressione dell’ambiente in cui viveva facendo obiezione di coscienza contro il male e la violenza, incarnati dall’ideologia nazionalsocialista. Le 139 lettere raccolte in questo volume coprono gli anni dal 1940 al 1943 e mostrano, attraverso le vicende della vita quotidiana, il maturare della riflessione di Franz e il formarsi della convinzione dell’inconciliabilità tra l’essere cristiano e il far parte del progetto di morte hitleriano. Ucciso il 9 agosto 1943, il 26 ottobre 2007 presso la cattedrale di Linz (Austria) Jägerstätter venne proclamato beato e i vescovi austriaci lo hanno riconosciuto “martire della coscienza” e “testimone del discorso della montagna”Compra su ibs.it.

Giampiero Girardi, curatore del libro

Giampiero Girardi, curatore del libro

Giampiero Girardi. Laureato in Sociologia, Girardi ha svolto il servizio civile sostitutivo. Ha lavorato nel campo della formazione (dirigendo per 10 anni l’Istituto regionale di studi e ricerca sociale), della ricerca e nel settore sociale, con funzioni manageriali. Ha diretto l’Ufficio Servizio civile della Provincia autonoma di Trento, ente per il quale tuttora lavora. Ha scritto e curato volumi e saggi in tema di pace e nonviolenza. Ha introdotto in Italia la figura di Franz Jägerstätter e si dedica ad un’azione di diffusione e divulgazione.

 

Alberto Trevisan, obiettore di coscienza e cittadino onorario di Padova

Alberto Trevisan, obiettore di coscienza e cittadino onorario di Padova

Alberto Trevisan. Nato a Feltre il 21 settembre 1947, prima della Legge sull’Obiezione di Coscienza (L. 772/1972) nel giugno 1970 avanzò la sua obiezione alla leva militare obbligatoria e fu condannato alla galera militare. Per questo lo scorso 10 dicembre 2013 Trevisan è diventato ufficialmente cittadino onorario della città di Padova, “riconoscente per il contributo di eccellenza dato alla diffusione della cultura della pace, dei diritti umani, della solidarietà e della democrazia, attraverso il suo impegno nel Movimento Nonviolento“. Leggi l’articolo ne “il mattino di Padova” e il report della giornata. Trevisan ha raccolto le sue memorie in “Ho spezzato il mio fucile. Storia di un obiettore di coscienza”, pubblicato nel marzo 2005 e aggiornato in una nuova edizione nel maggio 2010. Per saperne di più

allegato 5 Alessandro Gozzo - Copia

Alessandro Gozzo, autoriduttore del Servizio Civile

Alessandro Gozzo. Gozzo (Dolo, 1951) all’età di 26 anni ha svolto il servizio Civile alternativo a quello militare nella Comunità per disabili mentali di Prunella di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria). Allo scadere del dodicesimo mese, dopo averla debitamente preparata, ha iniziato la protesta di autoriduzione del servizio Civile – che allora durava 8 mesi in più di quello militare – equiparandosi ai coetanei sotto le armi. Per questo fu arrestato a Cazzago di Pianiga (il paese in cui abita tutt’ora), condotto in Sicilia in un’auto dei servizi di stato dai Carabinieri di Dolo. Detenuto a Palermo nel carcere militare di corso Pisani 201, processato il 25 gennaio del 1979 con la difesa degli avvocati Romeo e Ciarletta, Gozzo è stato condannato a 7 mesi e 5 giorni, ma recluso dal 3 gennaio al 24 maggio del 1979 e scarcerato con due mesi di anticipo. Per saperne di più.